18

Gen

La speranza non è un terno al lotto.

La speranza, scriveva un mio amico poeta, non è un terno al lotto. Infatti, mi permetto di continuare, è costruire mattone su mattone, albero accanto ad albero, luoghi e spazi non solo fisici ma anche mentali, spirituali, dove i pensieri, le parole, le azioni umane risuonano a soddisfare i bisogni dell'intelligenza, della fantasia, della conoscenza. Laddove possibile, fuori dal mercato. Questo per raccontarvi perchè credo nell'impegno politico, quello che serve a ribaltare un punto di vista, quello che è capace di una visione, coraggiosa ed ambiziosa, per il presente e per il futuro di questo Paese. E (nonostante tutto) voglio continuare a credere che la speranza che segnò la nascita del Partito Democratico non sia stata un mero-errore-di-valutazione. Come si può pensare di tornare indietro?
Non possono una (molte) sconfitte elettorali mettere in discussione la grande forza di un'idea di società, che oggi trova (anche) riscontro nelle vicende economiche e sociali che stanno attraversando il mondo globale. I tanti ragazzi e ragazze, uomini e donne che hanno creduto a quella speranza hanno (abbiamo) il dovere di chiedere un grande, profondo e franco, momento di riflessione, per non vanificare tutto quello che è stato fatto, ma soprattutto quello che ancora resta da fare.
Quello che serve, io credo, e cerco di riassumerlo in poche parole, è, prima di tutto, credibilità. Rispetto all'idea di partito, e di società, e di democrazia, che abbiamo raccontato il 14 ottobre e che ancora balbetta tra le pastoie di logiche vecchie e inadeguate a rappresentare i nuovi bisogni e le nuove aspirazioni di una società ancora troppo lontana dalla pratica politica.
Rinnovamento, è l'altra parola. Quello vero e radicale, che è fatto non di simboli ma di consapevolezza, di impegno, di passione civile quotidiana. I cittadini si aspettano dalla politica un grande bagno d'umiltà, si aspettano accoglienza per i loro bisogni e capacità di ascolto delle loro paure e dei loro sogni, e si aspettano che a farlo siano uomini e donne di questo tempo, che meglio possono interpretarne le complessità e le ricchezze.
E ancora, passione. Quella che restituisca alla politica la capacità di raccontare utopie possibili ma ambiziose, quella che sia in grado di farsi interprete delle tante passioni e dei tanti talenti che ci sono in questo Paese meraviglioso, quella che dia alla parola riformismo anima e concretezza.
E, infine, centralità della questione morale. Nella politica e nel Paese. Lo dico da siciliana. Nessun cambiamento, nessuno sviluppo, nessuna cittadinanza può essere piena senza legalità. Quella praticata ogni giorno, quella che rende dignità ad ogni gesto e ad ogni persona, quella su cui si fonda una società autenticamente civile e democratica.
E' per questo che continuerò ad impegnarmi nel Partito Democratico, per una politica che recuperi l'idea del “servizio” e perda ogni forma di autoreferenzialità.
E' con queste parole, nella mente e nel cuore, che continuerò ancora a credere (laddove possibile) che la speranza non sia un terno al lotto.
di Ethel Consiglio